Quello di Venezia ci ha reso celebri nel mondo, è sinonimo di bellezza ed eleganza, con la sua raffinata tradizione centenaria attira ogni anno milioni di turisti che alla vista della città rimangono sbalorditi, ancor più se popolata da chi trascorre mesi e mesi a disegnare e tessere i colorati e barocchi costumi.

Si rinvengono tracce di festeggiamenti carnevaleschi già nell’antica Grecia (le dionisiache) e nell’antica Roma (i saturnali), durante i quali  si lasciava spazio a disordine, scherzo e dissolutezza, questo forse il motivo per cui si andava in giro mascherati. Dunque, la festa cattolica come giunta ai giorni nostri (il martedì grasso è l’ultimo giorno prima della Quaresima) , conserva ancora un predominante carattere pagano.

L’Italia riserva con sé una cospicua tradizione legata  al Carnevale, che in molte regioni viene celebrato con carri allegorici, allegri costumi colorati, dolci che imbandiscono le tavole prima del tradizionale periodo di digiuno precedente la Pasqua. Anche nella Roma moderna fino al secolo scorso si celebrava il Carnevale (ne parlò  Dumas ne “Il Conte di Montecristo”) e l’evento più atteso era la corsa dei cavalli berberi, molto apprezzata dagli aristocratici. Purtroppo, a causa della morte di un giovane che fu travolto, nel 1874 il re Vittorio Emanuele II ne impedì le celebrazioni e oggi del Carnevale romano non rimane quasi più nessuna traccia. Ma lo stesso non si può dire delle altre Regioni italiane: ecco quali sono i Carnevali che dovreste conoscere e che dovreste vivere in prima persona il prossimo weekend.

Carnevale Asburgico – Madonna di Campiglio

La principessa Sissi amava quella che oggi in molti definiscono la perla delle Dolomiti; la stagione sciistica è quasi agli sgoccioli e se non ci siete ancora mai stati, il Carnevale Asburgico è un’occasione in più per visitare Madonna di Campiglio. Quest’anno i festeggiamenti avranno inizio lunedì 12 febbraio in Piazza Righi, con l’arrivo della Corte in costumi d’epoca e per chi vuole rivivere gli antichi fasti imperiali, venerdì 16 si terrà un ballo in maschera (costume d’epoca rigorosamente obbligatorio), con tanto di orchestra dal vivo e buffet del ristorante stellato “Locanda Marangon” di Trento. Gli abiti sarà possibile noleggiarli presso la Sala della Cultura – Centro Rainalter.

Fonte: www.campanedipinzolo.it

Carnevale eporediese – Ivrea

Dopo quello di Venezia, è forse il più celebre in Italia; ha radici antichissime e la battaglia delle arance è la rievocazione storica dell’episodio che portò la comunità locale a ribellarsi contro il Marchese di Monferrato. La maschera più apprezzata è Violetta, la Vezzosa Mugnaia accompagnata dal Generale alla guida dello Stato Maggiore, seguiti dal podestà rappresentante del potere cittadino e dagli abbà, i priori delle Cinque parrocchie di Ivrea.  La giovane ragazza, figlia di un mugnaio, si narra essersi ribellata allo ius primae noctis vigente all’epoca, ammazzando il barone con una spada, conficcandogliela nel petto.

Fonte: www.meteoweb.eu

I festeggiamenti del Carnevale costituiscono uno dei momenti più importanti per la città, e l’occasione perfetta per visitarla. Però se capitate lì dal giovedì grasso in poi, non dimenticate di indossare il berretto frigioaltrimenti potreste essere colpiti dalle arance!

Carnevale di Viareggio

Molto coreografico e scenografico, dove a farla da padrone sono sfavillanti carri. Da un’idea di alcuni giovani della Viareggio bene, nacque nel 1873 la prima sfilata, tenutasi nella via Regia. Nel 1923 ci fu il primo carro in movimento e nel 1925 si iniziò ad utilizzare la tecnica della cartapesta., che in tempi più recenti non ha risparmiato i più famosi politici, protagonisti di carri satirici. Nel 1954, la Rai dedicò la sua prima diretta esterna all’evento, e oggi è possibile visitare un museo interamente dedicato alla tradizione, la Cittadella del Carnevale.

Carnevale di Cento

Ancora al nord un’altra tradizione carnevalesca secolare, stavolta in Emilia-romagna, in provincia di Ferrara. Già nel 1600 negli affreschi del Guercino comparvero le manifestazioni che si svolgevano nella città; in seguito, a causa di abusi e violenze verificatesi proprio in occasione del Carnevale, per molto tempo fu probabilmente sospeso e se ne ebbe di nuovo traccia solo dal 1900. Nel 1993 la città ha ottenuto il gemellaggio con il Carnevale di Rio de Janeiro, per questo motivo durante l’intero periodo non è raro ballare a ritmo di samba e i colori dominanti sui carri sono proprio il giallo ed il blu.

Fonte: www.lanuovaferrara.geolocal.it

Carnevale di Putignano

Scendendo verso Sud, è la Puglia la regione che può dire la sua in fatto di Carnevale e carri allegorici. Nella città di Putignano, quella in corso è la 624esima edizione. Si narra che il 26 dicembre 1394, durante il trasferimento delle reliquie del santo da Monopoli a Putignano, i contadini si unirono al corteo con canti e balli; da quel momento, ogni anno si sono sempre tenute le celebrazioni del Carnevale fino al giorno del martedì grasso che precede la Quaresima. Nel 1997 è ritornata in vita anche la tradizione del Campanone, che consiste in 365 rintocchi un’ora prima della mezzanotte, per ricordare agli abitanti (mentre mangiano maccheroni al sugo di pomodoro con salsiccia) che è tempo di abbandonare gli eccessi e incominciare il periodo della penitenza. Dal 2013 i carri devono seguire un tema univoco, e quest’anno è la volta dei supereroi.

Carnevale di Gallipoli

Anche per le strade di Manfredonia, Foggia e Gallipoli sfilano imponenti carri allegorici.  Nella città salentina la prima edizione si svolse durante la Seconda guerra Mondiale, nel 1941. La leggenda narra che un giovane, Teodoro (lu Titoru), tornato dal militare, soffocò a causa di alcune polpette che sua madre gli aveva cucinato prima di iniziare il digiuno quaresimale, per festeggiare il suo rientro. Teodoro è la maschera simbolo del Carnevale gallipolino, assieme a sua madre, la Caremma, che assieme ad un gruppo di comari segue piangente il corpo del giovane. I festeggiamenti hanno inizio il 17 gennaio, nel giorno di Sant’Antonio Abate, con l’accensione della focara, un falò con i rami d’ulivoIn tutta la Puglia le focare sono molto diffuse, e quella di Novoli fu anche oggetto di un documentario di National Geographic.

Fonte: www.gallipoli.lecceprima.it

Carnevale di Acireale

Alla punta più estrema dello stivale è riconducibile l’antico Carnevale di Acireale, la cui prima edizione risale al 1594; nell’Ottocento i nobili di Acireale erano soliti sfilare all’interno di carrozze trainate da cavalli e lanciare confetti sulla folla che assisteva allo spettacolo. I carri del Carnevale di Acireale si distinguono per essere addobbati con fiori intrecciati da abili fioristi, oltre alle solite sagome di cartapesta.

Fonte: www.etnaportal.it

Dopo una carrellata di notizie fondamentali ad arricchire il vostro bagaglio culturale, ricordate che per onorare a dovere il martedì grasso, bisogna renderlo tale, e l’Italia non delude mai neanche in questo, e voi lettori di Artwave non potete girare alla cieca, osservando i carri senza avere tra le mani delle chiacchiere (o frappe o cenci, a seconda della regione) o delle castagnole per sfamarvi. Da provare anche la farinella di Putignano, uno sfarinato di orzo e ceci abbrustolito,  la farrata tipica del Carnevale di Manfredonia, rustico ripieno di ricotta di pecora e cannella, la fucazza de carnuale gallipolina, ripiena di carne di maiale, pecorino leccese, mozzarella e pomodori e soprattutto, non ci sarebbe Carnevale senza la pignolata, vera regina sulle tavole di quasi tutte le regioni.

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