Villa Ada è il terzo parco pubblico più grande di Roma, dopo il Parco regionale dell’Appia antica e Villa Doria Pamphilj, ed è situato nella zona settentrionale della città, nel quartiere Parioli.

La storia

Questo importante spazio verde della capitale nasconde in realtà una storia antichissima e affascinante, che risale addirittura all’VIII secolo a.C., prima della fondazione di Roma. Nel territorio dove oggi sorge Villa Ada, all’epoca sorgeva infatti l’agglomerato urbano di Antemnae, da ante amnes, ossia “davanti ai fiumi” in lingua latina, per indicare il punto in cui l’Aniene si unisce al Tevere. Dionisio, Livio e Plutarco la ricordano in lotta contro Roma per vendicare il ratto delle Sabine. Tra le donne rapite, infatti, sarebbero state numerose quelle provenienti da questo centro.
Si trattava inoltre di un punto strategico poiché qui passava l’antichissima strada del sale (la via Salaria Vetus).

Fonte: Wikipedia. Autore: Lalupa

Il sottosuolo della villa è perforato da antiche cave romane utilizzate dai primi cristiani come catacombe: l’area di Villa Ada poggia letteralmente su una moltitudine di gallerie che si intersecano per molti chilometri su due livelli. Un lucernario delle Catacombe dei Giordani si trova nel cortile della Palazzina Reale, mentre l’antico ingresso delle Catacombe di Priscilla si trova sul Monte delle Gioie, una altura sul confine settentrionale della della villa adiacente a via Salaria.

La villa come la conosciamo oggi prende forma nel Seicento come sede del Collegio Irlandese nella forma di tenuta agricola, piuttosto che di villa urbana.

La proprietà è stata poi acquistata dal principe Pallavicini, che nel 1783 fa erigere un casino nobile (il Casino Pallavicini) e, seguendo il gusto del giardino all’inglese, all’epoca molto in voga a Roma, crea un “giardino di paesaggio” con i schemi formali e geometrici del tradizionale giardino all’italiana intorno a piccole costruzioni (come il Tempio di Flora, il Belvedere, il Cafehaus). Il risultato finale dava l’idea di un luogo dal carattere bucolico e con atmosfere pre-romantiche, dovute alla natura lussureggiante e apparentemente spontanea del parco.

Fonte: Wikipedia. Autore: Lalupa

Passata alla metà del Ottocento ai principi Potenziani, nobile famiglia romana di origine sabina, la villa è acquistata nel 1872 da Vittorio Emanuele II di Savoia che, attratto da quella vasta tenuta che forse gli ricordava il natio Piemonte, ne fa la sua tenuta di caccia e sogna di farla diventare anche residenza privata della casa reale. Per adeguare la villa alle esigenze di una casa regnante, vengono realizzate la Palazzina reale e le scuderie, sono acquistati alcuni terreni limitrofi (90 ettari) e sistemato il parco circostante. Alla morte di Vittorio Emanuele nel 1878, Umberto I, che trova la residenza troppo “campestre”, va ad abitare al Quirinale e la villa viene svenduta per sole 513.000 lire al conte Telfner che la chiama con il nome della moglie, Ada. C’è chi ipotizza che questa vendita così frettolosa avesse a che fare con un presunto e mai provato coinvolgimento del re nello scandalo della Banca Romana in cui Telfner era invischiato.

Alla morte di Re Umberto per mano di un anarchico a Monza nel 1900, il “re giovane”, Vittorio Emanuele III, spinto anche dalla moglie Elena di Montenegro, vuole tornare ad abitare nella villa del nonno. Rientrata nelle proprietà dei Savoia nel 1904, la villa è vincolata a parco privato con il piano regolatore del 1931 ed è residenza ufficiale dei Savoia fino al 1946, anno della caduta della monarchia, in cui il re e i suoi familiari sono costretti a lasciare l’Italia.

Nel frattempo, dopo l’avvento e il consolidamento del regime fascista, Mussolini decise di costruire nella zona accanto alla villa un bunker anti bombardamento per la famiglia Savoia.

Celebre è l’episodio dell’arresto di Benito Mussolini, avvenuto nella villa il 25 luglio 1943, da parte del maresciallo Badoglio, su ordine del re.

La sede dell’Ambasciata e del Consolato della Repubblica Araba d’Egitto. Fonte: inbiciperroma.blogspot.com

Alla caduta della monarchia la villa fu oggetto di un lungo contenzioso, a conclusione del quale una parte rimase proprietà privata dei Savoia ed è stata poi variamente alienata (è quella che conserva ancora – a causa all’abbandono in cui è rimasta – tracce del giardino settecentesco), mentre la parte che affaccia su via Salaria fu acquisita al pubblico demanio nel 1957. L’area pubblica è stata nel tempo variamente rimaneggiata e attrezzata e arborata (con specie non sempre autoctone).

La Villa reale fu poi donata da Umberto all’Egitto, in cambio dell’ospitalità ricevuta durante l’esilio; attualmente ospita la sede dell’Ambasciata e del Consolato della Repubblica Araba d’Egitto.

Il bunker

Non solo storia, natura e svago. Villa Ada offre anche interessanti resti di archeologia industriale, rappresentati dai resti del rifugio antiaereo reale, un gigantesco camminamento carrabile, chiuso da porte blindate che, fino agli anni ’60, ancora conteneva l’arredo originale e resti di armamento.

Fonte: bunkervillaada.it

Attorno alla villa Savoia, allo scoppio della seconda guerra mondiale, la famiglia reale già utilizzava come rifugio antiaereo le cantine della villa, facilmente accessibili mediante botole e arredate a mo’ di salottino. Tra il 1941 e il 1942, sia per volere di Mussolini sia per l’aggravarsi della situazione, si decise di realizzare un nuovo bunker scavato nel banco tufaceo, molto più resistente e più confortevole.

Per la sua costruzione vennero utilizzate le migliori tecniche costruttive del tempo per tali strutture, che prevedevano oltre a bombardamenti pesanti, anche la resistenza ad un periodo di isolamento. La struttura era quindi dotata di ogni comodità, di servizi igienici, di acqua e provviste. Le porte d’accesso erano di tipo blindato ed era presente anche un’uscita secondaria per le emergenze. La struttura prevedeva anche il filtraggio dell’aria, e le prese d’aria sbucavano sulla superficie superiore della struttura, rivelando la sua presenza. L’ingresso principale si trova nei pressi della prima scuderia, e si accede superando un grande arco di mattoni rossi pieni. Al suo interno potevano essere ospitate anche delle vetture. Nei pressi dell’ingresso principale esiste inoltre una piccola struttura circolare che oltre a permettere il ricambio d’aria, funge da uscita secondaria, mediante cui si può accedere alla struttura scendendo delle scale a chiocciola.

Negli anni, la struttura venne lasciata in stato di abbandono, tanto da esser vandalizzata da graffiti. Solamente nell’aprile 2016 il Bunker villa Ada Savoia è restaurato e ad oggi è visitabile grazie alla convenzione tra Comune di Roma e Associazione Roma Sotterranea (chi fosse interessato a prenotare una visita può cliccare qui).

 

Il Festival Villa Ada Roma Incontra Il Mondo

Negli ultimi anni però Villa Ada è tornata finalmente al centro della scena culturale e musicale capitolina grazie al festival Villa Ada Roma Incontra Il Mondo: una kermesse nata ormai 26 anni fa che, nel tempo, è riuscita ad affermarsi e ritagliarsi un posto privilegiato nel calendario della calda estate romana.

Fonte: pagina Facebook Villa Ada Roma Incontra Il Mondo

Dal 18 giugno al 5 agosto 2019, con più di 40 concerti all’aperto, il festival di Villa Ada, riflesso nelle acque placide del famoso laghetto, accende di luci, suoni e colori uno dei parchi più belli della capitale. Organizzato da ARCI, in collaborazione con il Comune di Roma, la manifestazione comprende dibattiti, laboratori formativi, talk, presentazioni di libri, ma anche un’area di svago e relax ad accesso libero e gratuito, tantissimi ospiti della scena musicale emergente che ogni calcano il palco, un ristorante a bordo lago, aree ristoro, vari stand di artigianato e, da mezzanotte fino a notte fonda, djset per ballare sotto le stelle.

Dal 1993 lo scopo è sempre lo stesso: portare avanti avanti iniziative a sostegno della pace e dell’integrazione multiculturale e contro la guerra, il razzismo e la pena di morte.

I numeri parlano da soli e raccontano di un successo che viene riconfermato ogni anno: più di 120 artisti coinvolti all’anno, 3.000 concerti in 25 anni che hanno acceso il palco del Festival. Un volo artistico che ha reso questo Festival il più grande evento dell’estate romana 

Il programma dell’ultima settimana di luglio

L’ultima settimana di Villa Ada Roma incontra Il Mondo sembra concludere “col botto” un mese ricco di talenti italiani e internazionali e di serate all’insegna del divertimento e della buona musica.

La settimana si è aperta, lunedì 22 luglio, con un incredibile collettivo di musicisti internazionali, tra cui Phil Manzanera (Roxy Music e Pink Floyd), N’Faly Kouyate (Afro Celt Sound System e Peter Gabriel), Dan Chiorboli, Tebogo Sedumedi, Peter Djamba, Lindi Ngonele e Kabelo Seleke. A questi per l’Italia si sono aggiunti Cisco Bellotti (ex Modena City Ramblers) e Roberto Formignani (The Bluesman): è stato il giorno di The Liberation Project, che ha visto come ospite speciale Ruweida Soni. Il “Tour per l’Amicizia e la Solidarietà” ha celebrato il 25 ° anniversario della democrazia in Sudafrica, il Mandela Day e i 150 anni di Mahatma Gandhi, ed è un grande concerto globale all’insegna della solidarietà.

Stasera si esibisce invece Clavdio, la nuova scoperta dell’etichetta indipendente Bomba Dischi, che ha già conquistato il grande pubblico con “Cuore”, brano che si è accaparrato le maggiori stazioni radio italiane e ha che ha macinato milioni di visualizzazioni sulle piattaforme digitali. Con l’esordio discografico “Togliatti Boulevard” (marzo 2019) ha confermato le sue qualità di autore di canzoni dallo stile versatile e riconoscibile. (Special Guest: MOX + Giovane Giovane).

Il 24 luglio è il turno invece di Calexico e Iron & Wine. Da un lato la grandeur cinematica dei Calexico, la presenza della frontiera, le storie di polvere tra Messico e Arizona, dall’altro Sam Beam, alias Iron & Wine, un cantante folk fiabesco come pochi, un country boy alternativo, gentile e libertario.

A due anni di distanza dal precedente lavoro discografico “Forse non è la felicità”, e anticipato dal nuovo singolo “Non potrei mai”, i Fast Animals and Slow Kids  (Aimone Romizi, Alessandro Guercini, Jacopo Gigliotti e Alessio Mingoli) sbarcano a Villa Ada giovedì 25 luglio con “Animali notturni”, il loro quinto disco, il primo per Warner Music, uscito il 10 maggio.

Il “Grupo Compay Segundo” sarà invece protagonista, venerdì 26 luglio, per un grande appuntamento di musica cubana, tradizione e cultura.

A distanza di due anni dal loro l’ultimo lavoro discografico “Armstrong”, i Finley fanno tappa a Villa Ada sabato 27 luglio con un nuovo progetto “We Are Finley”: una raccolta dei migliori brani della band e un inedito.

I Nu Guinea approdano domenica 28 luglio a l festival, freschi del successo di Nuova Napoli”, definito da critica e pubblico come una delle uscite discografiche più sorprendenti del 2018. Di base a Berlino, il duo composto da Massimo e Lucio ha saputo incrociare sonorità da dancefloor con contaminazioni multiculturali fino a ottenere un risultato unico, di una “bellezza pura” fatta di coraggio e valorizzazione delle proprie radici. L’apertura è affidata ai Monkey Tempura, band romana dal sound che oscilla fra l’elettronica, il synth-pop e l’r&b contemporaneo.

Info e costi

Martedì 23 luglio CLAVDIO – Special Guest MOX + Giovane Giovane | 12 € + d.d.p.

Mercoledì 24 luglio CALEXICO E IRON & WINE | 20 € + d.d.p.

Giovedì 25 luglio FAST ANIMALS AND SLOW KIDS | Gratuito

Venerdì 26 luglio GRUPO COMPAY SEGUNDO DE BUENA VISTA SOCIAL CLUB | 13 € + d.d.p.

Sabato 27 luglio FINLEY | 10 € + d.d.p.

Domenica 28 luglio NU GUINEA + MONKEY TEMPURA | 15 € + d.d.p.

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