Riemergiamo dalla fermata principale della metro, di fronte alla stazione centrale, e lo spettacolo che ci troviamo davanti risulta un’amplificazione di quanto potessimo aspettarci. Un’ampia zona pedonale si apre davanti a noi: la solcano le rotaie del tram e centinaia di biciclette. Il fiume scorre placido nel suo letto, posto ad un livello inferiore rispetto alla carreggiata. I cartelli di una mezza dozzina di chioschetti turistici ci invitano a prendere un traghetto per una crociera sui canali.

Veduta di case su un canale di Amsterdam.
Fonte: www.wordpress.com

Sullo sfondo e tutto intorno a noi, però, a fare da fondale alla scena, le tipiche case dalla forma allungata. Silenziose e dimesse, hanno tutta l’aria di non cercare l’attenzione dei turisti, ma di preferire una serena esistenza, lontane dai riflettori. I colori pastello delle loro facciate conferiscono alla scena una nota calda di colore, altrimenti relegato ai soli toni freddi delle nuvole che coprono il cielo, dell’acqua dei canali e del manto stradale. L’ambiente è silenzioso, i passanti camminano tranquilli ma risoluti, le imbarcazioni solcano placidamente la superficie dell’acqua.

Entriamo anche noi a far parte di questo ecosistema dall’apparenza utopica. Camminiamo senza un vero obiettivo, apparentemente disinteressati e non intenzionati a cercarne uno. Ci avviciniamo progressivamente alle “abitazioni danzanti”, che ci costringono a rivolgere gli occhi sempre più in alto, per continuare ad ammirarle e riuscire a coglierne sempre meglio i dettagli. Incuriositi, in poco tempo riusciamo ad informarci sul motivo delle loro caratteristiche bizzarre, che pure rispecchiano così bene l’atteggiamento vitale, propulsivo e dinamico dell’intera città. Dall’apparenza innocua, la storia delle case di Amsterdam nasconde segreti sorprendenti, testimoniati da dettagli più o meno evidenti.

Nella prima metà del Seicento, noto come il Secolo d’Oro olandese, il regime fiscale del tempo prevedeva una tassa sulle abitazioni: essa era proporzionale alla grandezza della facciata o alla superficie di base occupata, prescindendo quindi dal volume o dall’estensione in altezza. Per questo motivo, le case venivano costruite molto strette, per occupare la minor quadratura possibile, ma alte. Per assicurare loro stabilità, altrimenti compromessa dalla sproporzione tra le due dimensioni, e per ovviare all’inevitabile precarietà delle fondamenta, indebolite dal fondo acquitrinoso tipico dei territori ricchi di acqua, non venivano lasciati spazi tra un edificio e l’altro. L’assenza di intercapedini tra i muri esterni e l’inevitabile e progressivo cedimento del terreno sottostante hanno conferito, nel tempo, il tipico andamento oscillante e di apparente precarietà. Le inclinazioni più impressionanti vengono rilevate in corrispondenza delle case più esterne, avendo esse su un solo lato un altro muro a fare loro da “spalla”.

Veduta notturna di alcune case sul una canale.
Fonte: www.besthqwallpapers.com

Memori del passato ruolo di scalo commerciale della città, l’edilizia delle abitazioni più comuni celebra ancora oggi gli usi dei mercanti dei secoli scorsi. Un gancio posto sulla sommità della facciata, veniva utilizzata per azionare una carrucola che consentiva il trasporto tra i piani e sulla strada di merci e mobili, altrimenti impossibili da spostare per vie interne tra i vari ambienti degli appartamenti. A tal fine, per evitare che gli oggetti urtassero la superficie della facciata, questa veniva costruita con una leggera inclinazione verso l’esterno, ancora oggi riscontrabile nella maggior parte delle costruzioni della città. I classici tetti spioventi e l’originalità delle facciate, tutte diverse tra loro perché decorate dai proprietari originari secondo il proprio gusto e richiamanti il mestiere svolto da ciascuno, sono ulteriori tratti caratteristici di tali costruzioni.

Case inclinate in un vicolo di Amsterdam.
Fonte: www.mancuba.it

Durante una pittoresca crociera per i canali, sarà possibile riconoscere, inoltre, le due case note come “Father and Son” e le “Twins”. Il primo nome si riferisce ad una coppia di edifici, dalla facciata scura, una più alta con le persiane bianche, “Il Padre”, e una più bassa, dalle persiane rosse, “Il Figlio”. Le gemelle, invece, sono una seconda coppia di case identiche in tutto, se non per un unico dettaglio…

Veduta di un canale di Amsterdam.
Fonte: www.amsterdam.ticketbar.eu