Con una campagna promozionale che ha fatto discutere e che ne definiva la cattolicissima capitale “the G-spot of Europe”, la silente Lituania nel 2018 è stata inserita dalla celebre guida Lonely Planet tra le 10 mete da visitare in Europa.
Incuriositi dalla classifica, siamo andati a vedere con i nostri occhi perché anche Forbes la consigliava tra i viaggi da prendere assolutamente in considerazione quest’anno. Abbiamo così scoperto una città ricca di storia, arte e natura, in cui coesiste un perfetto equilibrio tra cultura e divertimento.

Vilnius – © Photo Anna Frabotta

Per iniziare il vostro viaggio qualche mese prima di prendere l’aereo, sono due le letture che vi consigliamo. La prima è “Anime Baltiche” di Jan Brokken, che svela il legame sotterraneo che unisce tra loro alcune delle più grandi voci della letteratura mondiale: i paesi baltici dove sono nati e la cui anima ne ha accompagnato l’esilio all’estero. Il secondo volume che non può mancare nella libreria del perfetto viaggiatore baltico è “Viaggiare contro vento: viaggiatori illegali nell’Urss” di Cornelia Klauss e Frank Böttcher, un resoconto di viaggi (proibiti e non autorizzati), storie e personaggi “fuorilegge” accomunati dalla curiosità di conoscere le tre Repubbliche Baltiche ai tempi dell’Imperium Sovietico.

Una volta che la voglia di partire vi sarà salita al punto giusto, non vi resterà altro che acquistare uno dei tanti voli (economici) per Vilnius. Ad accogliervi troverete una città barocca il cui centro storico è Patrimonio Unesco, la cui estensione supera quella di Parigi nonostante abbia un quarto degli abitanti e in cui il verde di parchi e aree boschive la fa ancora da padrone.

Vilnius – © Photo Anna Frabotta

Le guide turistiche più accreditate, abituate a snobbare le periferie, vi diranno che Vilnius è una città compatta i cui luoghi da visitare si raggiungono tutti comodamente a piedi… sbagliato! Questa definizione si addice alla sola Città Vecchia la cui visita solitamente inizia dalla Collina di Gediminas, un’altura di 48 metri con vista panoramica, sormontata da una torre di mattoni rossi risalente XIII secolo. Ai piedi della collina, accanto alla statua di Gediminas, c’è la Piazza della Cattedrale dove potrete ammirare il Palazzo dei Granduchi di Lituania, una sontuosa struttura barocca del XVII secolo, e la Cattedrale di Vilnius dedicata ai Santi Stanislao e Vladislao, considerata vero e proprio monumento nazionale.

Piazza della Cattedrale, Vilnius – © Photo Anna Frabotta

La Piazza della Cattedrale è famosa anche per un altro motivo legata alla storia più recente della città. Se vi capita di visitare i paesi baltici, chiedete a chiunque incontriate dove si trovasse il 23 agosto del 1989, probabilmente vi sentirete rispondere che stava prendendo parte alla più lunga catena umana mai formatasi che si estendeva per quasi 700 chilometri da Vilnius a Tallin, passando per Riga, in segno di protesta contro l’occupazione sovietica. Sette mesi dopo la Lituania era indipendente. Per commemorare questo evento, una lastra di pietra contrassegnata come stebuklas (miracolo) è stata posta nella piazza della Cattedrale di Vilnius da cui partiva la manifestazione. Oggi è un portafortuna su cui bisogna girare in senso orario ed esprimere un desiderio (un po’ come si fa sul Toro posto nella Galleria Vittorio Emanuele di Milano, per intenderci).

Il resto della città vecchia è un susseguirsi di viali e vialetti acciottolati in cui per ogni Chiesa barocca perfettamente conservata c’è un locale di tendenza, un caffè di design o un’opera d’arte moderna. Il modo migliore per vedere tutto è curiosare tra le sue stradine e ficcanasare ovunque, vi si spalancherà un mondo all’avanguardia lontanissimo dagli stereotipi e dal chiacchiericcio di chi, senza averla visitata, considera la Lituania come lo Stato più povero e arretrato d’Europa. Da non perdere in centro: una passeggiata nel vecchio e coloratissimo ghetto ebraico, caratterizzato da un susseguirsi di colorati ristorantini e negozi artigiani; una visita al museo-galleria dell’Ambra, vero patrimonio dei paesi baltici; il Palazzo Presidenziale, dove si può assistere ogni domenica al cambio della guardia; l’Università fondata nel 1579 che oggi vanta 23.000 studenti e la biblioteca più antica della Lituania con ben 5 milioni di volumi; la Chiesa di Sant’Anna che, con il suo stile gotico, è ritenuta la più bella della città.

Due chilometri a ovest dalla cattedrale, si estende l’ottocentesca città nuova, con i suoi splendidi palazzi residenziali che si alternano a lussureggianti viali e parchi. Vale la pena visitare questa zona perché è qui, nel palazzo che ospitava il quartier generale della Gestapo, che si trova il Museo delle Vittime del Genocidio, o Museo del KGB. La struttura è dedicata ai migliaia di lituani deportati e uccisi dai nazisti e dai sovietici. Se il primo e il secondo piano ripercorrono l’affascinante storia della Resistenza e dell’Indipendenza della Lituania, ma anche quella che ricostruisce la vita quasi cinematografica delle spie russe, è al piano interrato che si incontra l’orrore e che, quindi, si costruisce la Memoria. Qui è infatti possibile visitare non solo le celle dei detenuti, ma anche l’inquietante camera di esecuzione.

Oltre il centro, la Vilnius alternativa.

Per un tour meno turistico alla scoperta del lato più autentico di Vilnius, sono almeno quattro le cose da vedere (scaricate l’app di Uber, vi sarà molto utile!).

Il luogo più affascinante della città, dove il tempo sembra essersi fermato al XIX secolo in un gioco di contrasti tra moderno e antico senza precedenti, è il quartiere di Šnipiškės o Šanxai, come viene chiamato dai locali. Qui, oltre a vedere i grattacieli più alti della Lituania che sovrastano le classiche wooden house ottocentesche, spesso prive di elettricità, acqua corrente e con tanto di “bagno” e pompa dell’acqua esterna, vi ritroverete immersi nella vita di una comunità che resiste imperterrita al capitalismo e ad una sfrenata modernità i cui lussi non sono alla portata di tutti. Ma definire Šanxai la parte più povera della città sarebbe riduttivo e sbagliato, si tratta di un quartiere che è un ecosistema a sé stante, un luogo piccolo ma immenso nella sua complessità, dove alla varietà architettonica si unisce quella linguistica e, quindi, culturale. Quello che si parla in questo angolo di mondo è un mix di dialetti che, mescolando lituano, russo, polacco e romanì, ha reinventato non solo un modo di parlare, ma anche di essere. Se volete sapere di più su questo microcosmo, vi consiglio la visione del docufilm Šanxai Banzai di Jūratė Samulionytė.

Oggi meta di pellegrinaggio turistico, ma dalla genesi di sicuro interesse, è anche il distretto di Užupis dove batte il cuore trasgressivo e bohémien della Lituania. È qui che il 1° aprile del 1997 una comunità di artisti, ribelli e sognatori, ha dato vita alla Libera Repubblica di Užupis che può vantare tutte le istituzioni di un vero e proprio Stato: un presidente, un inno, una festa nazionale e persino una costituzione di 41 articoli che si conclude con l’affascinante esortazione: “Non conquistare. Non difenderti. Non arrenderti”. A Užupis troverete gallerie d’arte, botteghe, negozi dell’usato e locali che animano il lungofiume con musica dal vivo.

Avete presente il celebre murales che ritrae il bacio tra Putin e Trump? Ecco, forse non lo sapete, ma il primo ed originale (liberamente ispirato al murales del bacio tra Erich Honecker e Leonid Brezhnev dipinto nel 1989 dall’artista Dmitri Vrubel sul muro di Berlino) si trova proprio a Vilnius nei pressi della stazione ferroviaria. Si tratta di una una zona che vale assolutamente la pena visitare non solo perché ricca di street art a firma di nomi altisonanti, come l’italiano Millo e i gemelli brasiliani Os Gemeos, ma anche perché qui potrete vedere il mercato coperto della città che vi incanterà in un tripudio di colori e profumi.

Ultima tappa del nostro tour di Vilnius è la Televizijos Bokstas, la sovietica torre della televisione della città che, con i suoi 326 metri, si aggiudica il primato di edificio più alto di tutta la Lituania. Perché bisogna andarci? Non soltanto per l’ottimo cibo del suo ristorante panoramico girevole, ma anche perché solo con una vista che si estende per oltre 40 chilometri, riuscirete a rendervi conto della varietà architettonica e culturale di una città che alterna boschi, quartieri barocchi e wooden house a enormi blocchi di cemento sovietici che lasciano letteralmente senza fiato.