Ma chi l’ha detto che del buon vino bisogna bere solo un bicchierino

(Mazurka del buon vino, testo di A. Dal Bosco)

La stagione della vendemmia è iniziata da un po’ e con essa, nel Lazio e in molte altre regioni italiane, sagre, feste e celebrazioni a tema. Ogni anno, da luglio ad ottobre, vignaioli a tempo pieno e lavoratori stagionali si dedicano alla raccolta dell’uva destinata a diventare vino. È una tradizione millenaria che ha accompagnato generazioni, inebriandole della dolcezza degli acini e del calore familiare che solo un bicchiere di vino bevuto in compagnia sa infondere. Sono decine le manifestazioni e ricorrenze che, ogni anno, in numerose città e borghi situati nelle periferie delle grandi metropoli del Centro e Sud Italia, commemorano la vita contadina e le tradizioni legate alla terra. Vi parliamo oggi di due di esse, entrambe della zona dei Castelli Romani, a sud della Capitale: la prima si è conclusa da pochi giorni, ma la seconda… è appena iniziata!

Mosaico pavimentale, raffigurante il momento della vendemmia, rinvenuto in Siria.
Fonte: commons.wikipedia.org

Dal 19 al 29 settembre 2019, la città di Velletri, un comune della provincia metropolitana di Roma, ha ospitato l’89a Festa dell’uva, dei vini e del territorio. Un programma ricco di eventi e manifestazioni ha accompagnato i dieci giorni che, caratterizzati da un clima spensierato e carico di ebrezza, ma al contempo intriso di cultura e tradizioni, hanno attirato turisti e non dalle più diverse regioni d’Italia. Dense di attività ed eventi, i vicoli e le piazze di Velletri hanno ospitato convegni e degustazioni, esposizioni ed inaugurazioni di mostre, laboratori per bambini, concerti e parate. Il 28 e il 29 settembre i Musei Civici e l’Area Archeologica sono rimasti aperti in via straordinaria e per le strade della città è stato possibile degustare specialità locali e stagionali.

Grappolo d’uva di una vigna nel Parco dei Castelli Romani.
Fonte: commons.wikipedia.org

Domenica 29 settembre, inoltre, è stata la giornata di chiusura della festa e una coinvolgente e frizzante parata folkloristica ha attraversato la città a partire dalle 10 di mattina. Gruppi di professionisti di musiche e balli popolari provenienti dalle Terre dei vini italiane, riversandosi nelle vie di Velletri e passando in abiti tradizionali tra le casette di mattoni, suonando tamburelli e battendo le mani, hanno portato allegria e spensieratezza contagiose. Hanno preso parte alla manifestazione i Matrù di Amatrice, la Compagnia della Pescara dall’Abruzzo, i Zompacardilli di Montemarano dalla Campania e La Madonnina di Messina dalla Sicilia. In ogni angolo capitava di imbattersi in gruppi di professionisti della tradizione intenti nella rappresentazione delle danze più disparate, quali la quadriglia, la saltarella di Amatrice e la tarantella di Montemarano.

Parata folkloristica e tavolo colmo di grappoli d’uva in vendita.
Foto di Francesca Maria De Matteis

Profumo zuccherino, infinite tonalità di verde e viola, irresistibili note di musica popolare. Sapori, colori, musica. Il centro di Velletri sembra essere tornato indietro di almeno un secolo quando, assaporando un caldo e croccante panino con la salsiccia, ci si avventura per i vicoli del paese. Passeggiando si incontrano sorrisi inebriati e contagiosi, occasioni per degustare le specialità dell’entroterra laziale e locandieri in abiti tradizionali in attesa di clienti. Montagne di uva di tutte le varietà, bicchieri di vino rosso e bianco, con le pesche o senza, ciambelline al vino, ciambelle al mosto, porchetta, insaccati, affettati, miele. Passeggiare con appeso al polso un sacchetto pieno di succosi grappoli di uva pizzutella, staccarne un acino ogni tanto e sentire la buccia scrocchiare tra i denti, mentre in sottofondo un organetto e un tamburello scandiscono il ritmo dei passi, è uno dei must dell’evento.

Una festa si è conclusa, ma un’altra è già alle porte. Oggi 4 ottobre 2019 è iniziata la 95a Sagra dell’Uva di Marino. Tra tutte le sagre e le ricorrenze di questo periodo, forse questa, almeno tra gli abitanti più giovani della capitale, è la più conosciuta e la più attesa. Il carattere sfrenato e coinvolgente che assume, il numero elevato di persone che attira e le fontane da cui sgorga copioso il vino ogni anno rendono imperdibile questo appuntamento.

Caravaggio, Bacco, 1596-1597, olio su tela, Galleria degli Uffizi, Firenze
Fonte: it.wikipedia.org

Arte, storia, tradizioni e folklore popolare nei mesi di settembre e ottobre tornano prepotenti nella vita moderna degli abitanti delle città più piccole che, immerse negli spettacolari paesaggi di campagna e collina, riescono ancora a preservare quel carattere autentico e ancestrale che ha da sempre costituito la ricchezza del nostro Paese. In questi mesi in cui il bel tempo ancora lo permette, ritagliarsi una giornata e lasciarsi inebriare dal calore della cultura più primitiva e genuina, accompagnata da un bicchiere di vino, è una scelta che non lascerà spazio a rimorsi!

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