Quando si scrive di Romagna sono tre i problemi che bisogna prima affrontare. Il primo ne riguarda la stessa definizione in termini puramente geografici. Se chiedete a un imolese se si sente romagnolo o emiliano, non avrà dubbi a rispondervi che è romagnolo. Ma provata a fare la stessa domanda, ovvero dove si colloca Imola, a un forlivese, cesenate, ravennate o riminese qualsiasi e la risposta non sarà così scontata. Insomma, di campane e campanilismi, quando si parla di Romagna, si potrebbero scrivere interi trattatati di storia e antropologia, ma non è questa la sede adatta. Veniamo dunque al secondo problema: si scrive Romagna, si legge Riviera? Nulla di più falso! Dimenticate lo stereotipato trittico spiaggia-movida-piadina, la Terra del Buon Vivere offre molto di più ed è proprio qui che arriva il terzo problema: come poter delineare un itinerario di questo meraviglioso territorio senza trascurarne le infinite (e, ahinoi, spesso sconosciute) meraviglie?

Visto che di guide e consigli che si snodano tra Food, Motor e Wellness Valley potete trovarne a bizzeffe sul web, senza pretese di esaustività, noi proveremo a raccontarvi una Romagna meno turistica e più insolita, in cui i confini tra cultura e natura sono così labili da faticare a distinguerli.

Foto di Anna Frabotta

Il nostro, e vostro, viaggio non può che iniziare in Riviera, ma dimenticate la spiaggia e le discoteche (per bagni e tintarella ci sono posti molto più belli, puliti e tranquilli in Italia), noi in Riviera vi ci portiamo per tre motivi che col mare hanno poco a che fare:

• La riserva naturale delle Saline di Cervia, dove potrete visitare l’antica salina Camillone, fare una gita in barca e ammirare i fenicotteri che ogni anno invadono il parco e il suo oro bianco.

In Loco: il museo diffuso dell’abbandono ideato dall’Associazione Spazi Indecisi che racconta il territorio romagnolo attraverso i suoi luoghi abbandonati (ville, conventi, colonie marine, edifici industriali, parchi di divertimento, chiese, etc.). Tra questi, i nostri spazi indecisi del cuore sono senza dubbio la Colonia Varese di Pineta (Ra), progettata nel 1937 da Mario Loreti, conserva un indiscutibile fascino con la sua pianta che ricorda un velivolo, e l’ex discoteca Woodpecker di Milano Marittima, costruita negli anni ’60 dall’architetto Filippo Monti,che vi lascerà a bocca apertacon la sua cupola in vetroresina, che ricorda quella del Brunelleschi a Firenze, ma ad affrescarla con un caleidoscopico murale ci ha pensato lo streetartist Blu.

• Mutonia, una comunità di artisti underground, dediti a regalare una seconda vita ai rifiuti metallici, che esiste e resiste a Santarcangelo dai primi anni ’80. Trovarla non è difficile, ma nemmeno semplicissimo vista la filosofia anticonformista e lontana da stereotipi culturali massificanti abbracciata dai mutoidi, ma ve la consigliamo caldamente. Un pomeriggio a Mutonia si trasformerà facilmente in una caccia al tesoro per stanare mostruose e affascinanti creature metalliche, avvolti da un’atmosfera a metà tra la Berlino Est e Metelkova Mesto a Lubiana (sì, a volte stentiamo anche noi a credere che nella patria del liscio possa esistere qualcosa di tanto bello quanto anticonformista).

La cupola del Woodpeker. Foto di Anna Frabotta

Lasciandoci alle spalle la Riviera, ci addentriamo nellaprovincia di Forlì-Cesena, dove vi consigliamo di procedere il vostro tour proprio visitando la città mercuriale. Conosciuta ai più per la “Zia che sta a Forlì” (la famosa canzoncina per bambini), per essere il territorio che ha dato i natali al Duce e che è stato la culla della Resistenza Partigiana, in realtà Forlì nasconde diverse perle di rara bellezza, a partire dalla sua architettura razionalista(unico aspetto del Ventennio che merita attenzione e ammirazione) che tocca il suo apice nei palazzi che vanno dalla stazione ferroviaria a Piazzale della Vittoria passando per Viale della Libertà. In particolare vi segnaliamo il palazzo dell’ex collegio aeronautico (oggi Istituto Scolastico Palmezzano) disegnato da Cesare Valle con una pianta abbastanza complessa che, visto dall’alto, ricorda la lettera “M”. Inoltre i Musei San Domenico di Forlì ospitano ogni anno due mostre che non hanno nulla da invidiare agli altri grandi musei italiani (a settembre 2018, dopo  McCurry e Salgado, arriva un altro grande fotografo: Ferdinando Scianna). E sempre a Forlì, divertitevi a scovare tra le vie del centro storico i colorati murales realizzati da street artist più e meno famosi, tra cui Millo, Eron e Zed1, durante la prima edizione del Muralì Festival.

Il murales di Blu nel Wookpecker. Foto di Anna Frabotta

A 20 chilometri da Forlì, non potete non visitare il vulcano più piccolo d’Europa che si trova a Tredozio. Poco più di un falò perpetuo, questo curioso vulcano guadagna in fascino e bellezza con l’arrivo della neve. Se però preferite andarci in estate, di strada incontrate Bocconi, dove da veri romagnoli potrete ammirare il Ponte della Brusia, unico esempio di ponte a schiena d’asino a tre arcate risalente al XIV secolo, erinfrescarvi nelle acque del fiume Montone.

Vulcano di Tredozio. Foto di Anna Frabotta

Dieci minuti di treno, mezzora di macchina, e da Forlì si arriva a Cesena. Città dall’incantevole centro storico, nasconde un inestimabile segreto: la Biblioteca Malatestiana. Patrimonio Unesco, prima biblioteca civica al mondo e unico esempio di biblioteca monastica umanistica giunta fino a noi nelle sue perfette condizioni originarie, sia negli arredi sia nella dotazione libraria, visitarla è un po’ come tornare indietro fino al XV secolo.

Dopo Forlì-Cesena ci spostiamo a Ravenna. Famosa per i suoi mosaici bizantini, Patrimonio Unesco dell’Umanità, la città nasconde talmente tanti tesori che elencarli tutti richiederebbe un articolo a sé. Vi basti sapere che visitare quella che forse è la più bella città della Romagna, la cui fama è oscurata da più inflazionate città d’arte italiane, è obbligatorio: Ravenna è stata infatti capitale di tre imperi (dell’Impero Romano d’Occidente, di Teodorico Re dei Goti, dell’Impero di Bisanzio in Europa) e ne restituisce oggi un meraviglioso affresco. Inoltre, potrete anche rendere omaggio al Sommo Poeta (Dante Alighieri) visitandone la tomba. Restando in provincia di Ravenna, merita una visita il borgo medievale di Brisighella, famoso per la sua Rocca, le sue rivisitazioni storiche, l’olio e la gastronomia in generale e per l’imperdibile Via degli Asini, un particolarissimo portico sopraelevato affacciato sulla piazza principale, completamente racchiusa negli edifici che anticamente ospitavano le stalle.

Mutonia. Foto di Anna Frabotta

 

Locali top tra cibo e divertimento

Selezionare nella Food Valley italiana dei posti dove mangiare è un po’ come provare a suggerire a un turista l’angolo più bello di Roma: impossibile!

Ovviamente anche noi abbiamo i nostri locali preferiti e quindi, in modo del tutto arbitrario, non possiamo che condividerli con voi:

1) La Sangiovesa di Santarcandelo per mangiare i migliori cappelletti di Romagna e Da Renzi a Canonica (Rimini) per delle tagliatelle che nemmeno vostra madre fa così buone (scherziamo, la cucina della mamma non si tocca!).

2) Le Officine del Sale di Cervia dove lo stile ricercato di un arredamento elegante e industrial al tempo stesso, sposano una cucina di mare di alto livello.

3) Casa Artusi a Forlimpopoli, tempio sacro dedicato all’omonimo gastronomo padre della moderna cucina italiana.

4) Per chi non lo sapesse, in Romagna hanno ancora lunga vita circoli Repubblicani (sì parliamo proprio del Partito Repubblicano. Sì, esiste ancora) e Case del Popolo che offrono cucina tipica a prezzi stracciati in un’impagabile atmosfera per “nostalgici” della Prima Repubblica. Tra questi consigliamo il Circolo Arci di Bastia (Ravenna) e il Circolo Repubblicano Barisano di Forlì.

People of Mutonia. Foto di Anna Frabotta

Per chi è di buona forchetta, da non perdere i due eventi top dell’estate enogastronomica romagnola che celebrano la cultura del bere e del mangiar bene: la Festa Artusiana di Forlimpopoli (23 giugno – 1 luglio) e il gastrotour di Tramonto DiVino (a partire dal 25 luglio, info sulla pagina facebook Emilia Romagna da Bere e da Mangiare) che porta in degustazione nelle principali città d’arte e della riviera dell’Emilia-Romagna i vini di oltre 300 cantine abbinati ai prodotti Dop e Igp (ben 44!) della regione.

E se volete andare a ballare sono tre i posti di cui vi innamorerete: il Bronson di Ravenna (che in estate si trasferisce al Bagno Hana-Bi di Marina di Ravenna), il Diagonal di Forlì e il Clan Destino di Faenza. Perché li amiamo? Semplice: perché non sono discoteche e nemmeno discopub, per le loro atmosfere che vanno dal vintage all’industrial, perché si beve bene, ma soprattutto per la musica live (indie, electro, underground e non solo) che propongono.

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