Ciao Pauline! Sono tre giorni che sei tornata in Europa, come ti senti? 

Diciamo abbastanza frastornata ahah.

Parliamo del tuo viaggio: sono stati otto mesi in cui hai “girato” letteralmente il mondo. Quali sono state le tappe?

Ho visitato tantissime località in ogni paese attraversato. Partendo dall’India per visitare il famoso “Triangolo d’oro”, sono andata alla scoperta della Thailandia e delle sue isole. Dopodiché ho attraversato il confine con la Malesia in treno, da lì sono scesa in bus sino a Singapore. Sono stata in Australia, poi in Nuova Zelanda e tre settimane negli USA (California e Nevada). Sono stata poi in Messico, Costa Caraibica, una decina di giorni a Cuba e tantissimo tempo in Colombia, in Ecuador e ancora in Colombia. Ultima tappa qui a Barcellona.

Per organizzare un viaggio simile quanto tempo ci vuole?

Prima del viaggio pensavo fosse necessaria moltissima organizzazione e tanto tempo per preparare tutto, ma in realtà non è così. Ci sono tanti siti in cui ti spiegano come preparare il giro del mondo ma penso siano abbastanza menzogneri. La fanno sembrare una cosa estremamente complicata quando in realtà, se hai voglia di partire, puoi preparare tutto in una settimana. Devi solo pensare al tuo zaino, cosa molto veloce da fare perché avrai bisogno quasi di niente. Dipende tutto comunque da come intendi viaggiare.

In che modo hai progettato gli spostamenti?

I biglietti aerei puoi decidere se farli man mano o tutti insieme prima della partenza. Inizialmente ero molto indecisa se visitare un solo continente, o fare davvero il giro del mondo, e se pensare ai biglietti durante il viaggio o meno. Alla fine ho optato per un biglietto “giro del mondo” proposto da un’agenzia inglese specializzata solo in questo (www.travelnation.co.uk) che ti permette di programmare un viaggio in base alle tue esigenze. Comunicando i paesi che intendi visitare, se viaggiare verso est o verso ovest,  in quanti mesi e più o meno il tuo budget, ottieni un preventivo che può poi variare a seconda delle tappe principali e della tua possibilità economica. Personalmente ho speso circa 3000 euro per i 12 voli, una somma che non mi sembra affatto cara. Mi è venuto a costare un po’ meno del prendere i voli mano a mano, con il vantaggio di sapere che è tutto già prenotato e che non devi più pensarci, inoltre spesso è compresa nell’offerta la possibilità di cambiare le date durante il viaggio.

Un viaggio inteso come esperienza di vita, e non come semplice vacanza, obbligherà di certo a portare con se il minimo indispensabile. Cosa ti sei portata dietro? 

Ho pensato molto bene ai vestiti, dando un’occhiata anche ai siti di chi aveva già fatto questa esperienza. Non ho preso nulla a cui tenevo, anche perché è ovvio che finirai col perdere delle cose. Solo abiti comodi e qualcosa di caldo. Semplicemente bisogna prendere il minimo perché è importante avere poco peso da portarsi in spalla.
Il tuo astuccio da toilette è essenziale. Piccolo plus che consigliano tutti i viaggiatori: mettere un gancio all’astuccio per poterlo appendere ovunque anziché poggiarlo, perché spesso si finisce in posti veramente poco puliti e non si pensa a questo genere di piccoli dettagli che ti cambiano la vita! Lo avevo letto prima di partire ed è assolutamente vero. Da prendere anche una coperta o un sacco a pelo, per gli autobus ad esempio, dove fanno circa – 30° gradi ahah. Ovviamente i medicinali vari di cui si avrà bisogno, sono importantissimi, assieme all’assicurazione sanitaria. Per le ragazze meglio acquistare gli assorbenti interni prima del viaggio, perché spesso negli altri paesi non esistono o costano carissimo. Per il resto puoi comprare tutto in loco.

Donne indiane in abiti locali

Il tuo blog di viaggio dedicato al giro del mondo ha avuto bisogno di continui aggiornamenti e nuovi contenuti. Come ti sei organizzata?

Per quanto riguarda l’elettronica da portare dipende da quello che vuoi fare. Macchina fotografica, caricatori, adattatori obbligatori (una scocciatura da portarsi dietro ma indispensabili). Io ho preso anche il portatile perché ne avevo bisogno per il blog, così come la GoPro, se vuoi fare video. Non ho preso hard disk esterni, ho preferito salvare tutto sul pc e in un cloud online, è più pratico. Bisogna ovviamente fare molta attenzione perché se ti rubano il pc, perdi tutto. Il Wi-Fi francamente oramai è universale, ero davvero sorpresa perché si trova ovunque ed è gratuito! Considerando che in Francia invece si fatica a trovarlo…ovviamente nella giungla non c’è, ma lo sai quando parti, è normale.

È stato complicato muoversi avendo da pensare alle tue cose, alla prossima tappa, al dove dormire e al mangiare? Oppure c’è una sorta di rilassamento mentale che ti accompagna durante il viaggio?

All’inizio è stato stressante, anche perché cominciando dall’India, che è un paese un po’ particolare, è meglio prenotare almeno le prime notti per dormire. Poi lo stress passa completamente e ti rendi conto che tantissime persone sono in viaggio come te, che si può fare tutto in totale relax. A volte leggendo i vari blog sembra che si tratti di un’esperienza molto pericolosa e che bisogna stare sempre in allerta, ma non è realmente così. Certo mi è capitato anche di farmi rubare delle cose, ma non è grave. Chiaramente è un po’ complicato pensare sempre alle tue cose personali, ma poi diventa un riflesso: sai esattamente dove va ogni cosa rapidamente, sei perfettamente organizzato, e crei un piccolo sistema di sicurezza per il tuo zaino. L’importante è avere sempre una borsetta più piccola separata dove metti tutto ciò che hai di valore, da tenere sempre con te (la borsa grande finirà spesso nelle varie stive dei bus). Una volta fatto questo ti senti pronto.

Parlando dei luoghi che hai visto, qual è stato quello che hai amato di più?

Ho amato tantissimo vedere il Taj Mahal. Era un mio sogno ed è uno dei pochi posti belli dal vivo come nelle foto, se non addirittura più bello. Un posto incredibile. Poi altri posti veramente bellissimi sono state le isole Thailandesi, i paesaggi in California, magnifici, e tutti i Caraibi, veramente belli.

Isole Thailandesi

Qual è invece la più brutta esperienza che hai vissuto? 

Francamente non mi è capitata nessuna brutta esperienza, non ho ricordi di cose orribili.
È successo che hanno rubato a me, e ad altre persone in viaggio con me, alcune cose in Messico, in un autobus. Quella chiaramente non è stata una bella giornata (carte di credito e un passaporto, quest’ultimo fortunatamente ritrovato il giorno dopo alla stazione dei bus, per riaverlo abbiamo dovuto pagare…ma perlomeno non siamo rimasti bloccati nel paese in attesa del passaporto nuovo). Anche in Ecuador purtroppo ci sono state rubate diverse cose elettroniche, e tutte le nostre mutandine…strano ma divertente ahah.

Personalmente qual è stato il più grande cambiamento interiore che senti dopo questa esperienza?

Onestamente credo di essere cambiata completamente. Mi sento diversa.
Diciamo che il più grande cambiamento comunque è quello di saper osservare. Un viaggio del genere ti apre la mente, è obbligatorio, lo sai bene prima di partire. Ma nessuno riesce a immaginarsi fino a che punto sia grande il cambiamento. Vedere la vita delle persone in altri continenti, che hanno abitudini diverse dalle nostre, ti porta completamente fuori dalla tua comfort zone. Sei costretto a parlare con la gente locale e questo è molto istruttivo. Sei obbligato a chiedere informazioni e a sbrigartela da solo. Tutto questo genera una grande fiducia in se stessi; impari a parlare e te ne freghi molto di più degli sguardi della gente (anche perché in molti paesi la gente ti fissa tantissimo, per loro sei chiaramente il turista con il grosso zaino, e io che sono bionda ero veramente un’aliena ai loro occhi).

Il bello è che impari a fregartene e cominci a non dar più peso alle cose. Questa è la cosa bella: non dai più peso alle cose. Per esempio ti hanno derubato, ma poi ti dici che non è così grave; perdi il bus programmato, ma non è grave. Relativizzi tutto e passa lo stress, anche perché se cominci a stressarti per ogni cosa non puoi profittare del viaggio, che di suo lo è già, viaggiando con la tua casa sulle spalle…

Sicuramente ti viene voglia di un’altra vita. A me ha fatto questo effetto: ho meno voglia di restare fissa nello stesso posto, ho voglia di viaggiare ancora di più.

Ma sei felice di tornare a casa?

Si, ovviamente sono felice di tornare a casa per rivedere la mia famiglia e i miei amici. Ti rendi conto di questo durante il viaggio: la tua famiglia è la cosa più importante, ne hai una sola, e comprendi che nella vita conta realmente solo questo. La famiglia e gli amici che consideri parte della famiglia.
Poi certo ritornare per tornare a casa dopo un lungo viaggio è una cosa po’ triste. D’altronde lo shock del ritorno è abbastanza violento.

Penseresti mai di ripetere un’esperienza simile? Oppure dopo questa si aprono nuovi orizzonti e nuove idee?

Ho tantissime nuove idee. Vorrei poter creare qualcosa che sia legato a questo viaggio e penso di continuare con il blog perché mi è piaciuto tantissimo scrivere a riguardo. Sarà dura perché oggigiorno va molto di moda, ma ho comunque intenzione di continuare a parlare della multiculturalità con cui vieni in contatto durante questi viaggi.
Vorrei anche ripartire. Ti rendi conto quando viaggi che è possibile farlo con pochi mezzi. Quando si prepara un viaggio del genere si tende a pensare che siano necessari molti soldi, in realtà non è così. Ci sono tantissime persone che viaggiano low cost, facendo ad esempio volontariato o lavorando nelle farms. Insomma ci sono davvero tanti modi alternativi per viaggiare e per conoscere un altro paese e la sua cultura. Vorrei continuare a fare questo e magari restare più a lungo in un solo paese. Il giro del mondo è una specie di panoramica (appunto BellePanorama è il nome del blog eheh).
Ora ho voglia di restare in un solo paese diversi mesi, magari lavorarci: è un viaggio diverso.

Grattacieli a Kuala Lumpur

Cosa ti aspettavi prima di questa esperienza? È stata effettivamente come la sognavi?

È sempre stato il mio più grande sogno fare il giro del mondo. Quando sono partita non riuscivo a crederci, e ad essere onesta non riesco a crederci nemmeno ora…è qualcosa di incredibile. Sì, era come me l’aspettavo, ma allo stesso tempo no. Non si può realmente spiegare. Ovviamente non sono per nulla delusa.

Quale pensi sia la differenza più grande tra la routine di tutti i giorni prima del viaggio e la quotidianità che si assume durante il viaggio? 

Non so, tanto per cominciare non pensi più agli orari. Perdi completamente la nozione tempo. La domenica non è più triste come prima. La domenica era quell’ultimo giorno del fine settimana, di preparazione all’indomani per tornare al lavoro. Lo trovavo un po’ triste. Durante il viaggio invece le ore e i giorni non hanno più importanza. Il tempo è un’altra dimensione. La qualità del tempo chiaramente varia: a volte ti annoi, a volte sei stufa, come in una vita normale. Ma ogni giorno puoi vedere cose nuove.

Comunque alla fine è una questione di testa, è il tuo stato d’animo che conta. Il viaggio può cambiare le tue giornate certo, ma dipende da come ti senti tu dentro.

L’ansia che la vita di tutti i giorni produce, tra lavoro, casa, famiglia, cambia? O scompare? 

Penso che sia sempre qui in qualche modo, perché chiaramente è una cosa interiore. Viaggiare può aiutarti a vedere la vita diversamente e quindi a combattere l’ansia, ma rimane un lavoro da fare interiormente. Se sei alla ricerca di questo cambiamento, sicuramente il viaggio aiuta. Alcuni problemi non esistono più ma bisogna sapere che ne hai altri. Inoltre bisogna tenere a mente che quando viaggi così, è meraviglioso certo, ma non è una vera vita che può durare per sempre. È una specie di parentesi incantata.

Quartiere di Guanajuato

Le tue aspettative materiali sono cambiate?

Molto. Di sicuro ora so con certezza cosa non voglio.
So che non voglio avere un lavoro soffocante chiusa da qualche parte. Soprattutto so che bisogna profittare del momento ORA. È la cosa più importante. Spesso tutti questi paesi in cui viaggi sono paesi molto poveri in cui la gente non ha nulla. La maggior parte delle volte le persone non posseggono nulla, le case non sono finite e sono composte da una sola grande sala nella quale vive un’intera famiglia. Eppure sono felici. Penso che riescano a godere molto più di noi il momento. Noi abbiamo perduto questa capacità, stiamo sempre a pensare al dopo, al futuro, a cosa faremo, alla carriera, alle compere…questa cosa mi è completamente passata. Ho meno il sentore di pressione sociale e di competizione che ti porta ad avere la nostra società. Questo è un grande cambiamento di vita.

Ti sei mai sentita invece preoccupata a livello economico?

Fortunatamente prima di partire ho lavorato in Svizzera, per cui ho potuto mettere da parte molti soldi e scegliere di fare un giro del mondo abbastanza a mio agio. Ho potuto pagare il biglietto prima, non ho dormito sempre in ostelli o dormitori da 15 persone. Per il resto si cucinava spesso nelle cucine comuni senza enormi spese. Non era una grande preoccupazione. Forse più verso la fine del viaggio, quando avevo speso un po’ tutto il budget.

Come donna, consiglieresti ad altre donne di girare il mondo? Ti sei mai sentita in pericolo?

Io consiglio a tutti di fare il giro del mondo, se lo desiderano veramente, donne e uomini. Invece come donna posso dire che non sono mai stata male, forse solo in India, ma è stata una tappa piuttosto rapida. Lì, se fossi stata sola per strada sarei stata abbastanza a disagio, perché ti fissano in maniera intensissima. Altrimenti non è mai successo nulla, anzi al contrario, mi sono trovata più serena rispetto a come mi trovo in Francia. Per esempio in America Latina tutti escono anche da soli e le donne sono vestite con abiti attillati o corti. Nessun uomo oserà mai dirti qualcosa a riguardo. A nessuno passerebbe mai per la testa di insultarti, come invece capita spessissimo in Francia.
Ho incontrato tantissime ragazze di ogni età che viaggiavano sole e che non avevano vissuto nulla di pericoloso. Chiaramente succedono cose brutte ovunque, è così, e bisogna fare più attenzione rispetto ad un uomo, certo, ma si può fare senza problemi.

Ora che sei in Europa quali sono le differenze a livello mondiale che noti di più tra i vari continenti?

Qui a Barcellona da qualche giorno posso già notare quanto sia diverso questo mondo a causa della frenesia delle compere e del consumismo. Sono completamente disorientata, sopratutto da questa gara all’apparenza. Non è per nulla la stessa atmosfera che c’è altrove! Ma non è facile da spiegare.
Inoltre qui è tutto molto più tranquillo, non c’è musica nelle strade.
Viviamo in dei mondi differenti e ho l’impressione che qui in Europa non si ha davvero coscienza di quello che accade nel resto del mondo. Così come loro non hanno coscienza delle cose che accadono qui. È un problema a scala mondiale forse, tanti piccoli mondi che non sono realmente connessi.

Carnevale di Barranquilla

Come ti sei trovata invece con le persone che hai incontrato durante il tuo viaggio? Parliamo di persone che non pensano allo stesso modo, persone che sono cresciute in mondi completamente diversi. Sei felice degli incontri che hai fatto? Pensi siano stati importanti? Sei riuscita a fidarti facilmente?

Abbiamo incontrato tantissime persone dei luoghi e non sempre nei posti dove pensavamo di incontrarli. Non dai fiducia facilmente perché comunque all’inizio sei malfidata. Non sai perché ti parlano, e c’è anche il problema dei soldi: tu sei più ricca di loro, è un dato di fatto, viaggi e te lo puoi permettere. Questo crea una differenza di base.
Ho però incontrato persone formidabili. A Cuba sono stata da veri cubani che mi hanno accolta a casa loro. Sono rimasta lì dieci giorni ed è stato incredibile.
È ovvio che ci sono differenze culturali, a volte è difficile capirsi. In America Latina certi comportamenti mi davano veramente fastidio, come lo sporcare buttando tutto a terra. Ma forse bisogna considerare il fatto che nessuno gli ha spiegato che non va fatto. Forse hanno altri problemi più grandi a cui pensare. Le differenze culturali bisogna provare sempre a comprenderle.
La cosa buffa è che la gente inizialmente sembra non essere così gentile e disponibile, ma se chiedi loro qualcosa faranno di tutto pur di aiutarti, con piacere, ed è bello da vedere. Funziona così: devi parlare con la gente del luogo. Non è come qui che tiri fuori il telefono di continuo per cercare le cose, anche perché non hai sempre internet a disposizione, devi chiedere. Sono le persone del luogo che fanno il tuo viaggio, tu alla fine non progetti nulla. Non hai guide, puoi guardare velocemente su internet ma alla fine devi cercare in strada, chiedere e seguire i loro consigli.

Nel preparare tutto questo materiale per il blog pensi che si profitti meno del momento stesso? 

Personalmente scrivo gli articoli una volta che sto tranquilla in hotel, quando sono libera. Il solo problema reale è fare foto, cosa che mi piace moltissimo. Amo fare foto alla gente, senza essere vista. Vedere cosa stanno facendo senza che lo sappiano. Questo è un po’ problematico perché non mi piace passeggiare con una grossa reflex per strada. Inoltre bisogna capire quando fare foto e quando restare solo a guardare.
Altrimenti penso che sia bellissimo parlare con le persone, chiedere loro di poterle fotografare e chieder loro poi il nome e la loro storia, così da fare dei ritratti. Penso che tra i prossimi progetti farò anche dei ritratti. È un peccato fare foto e non approfittarne per parlare con le persone, che sono spesso molto aperte e felici di parlare con te.

Tramonto in Ecuador

Prossimo viaggio e progetto quindi?

Mi piacerebbe visitare tutta l’America Centrale, che ho un po’ saltato, e continuare a raccontare le piccole differenze culturali che non si conoscono, a meno di viaggiare in quei paesi. Mi interessa parlare di questo. Mostrare il viaggio sotto questa prospettiva. Non parlare obbligatoriamente del monumento turistico da vedere, che chiaramente visiterai lo stesso, ma uscire un po’ dai sentieri battuti, e osservare quelle piccole cose poco conosciute che cambiano nel tempo. È il più bello di un viaggio secondo me.

Pauline Moulis racconta il giro del mondo in BELLE PANORAMA (bellepanorama.com) tappa dopo tappa, con articoli e immagini che descrivono le differenze culturali incontrate durante tutto il suo viaggio.

Ph. crédits © Pauline Moulis
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