Eleonora Ceccomancini

Quando si parla del Trentino-Alto Adige non si può non pensare a maestose montagne, laghi dalle acque trasparenti, paesini immersi nel verde, castelli medievali e luoghi mistici dove l’uomo è a contatto soltanto con sé stesso e con la natura che lo circonda. Nei quattro luoghi di cui vi parliamo oggi, forse un po’ meno conosciuti di altri, si riescono a captare a pieno la magia e la vera essenza di questa meravigliosa Regione.

1)Arco

In provincia di Trento, nel cuore della regione del Garda, abbracciata da un lato dall’omonimo lago e dall’altro dalle montagne, la cittadina di Arco rappresenta una destinazione ideale, tanto per chi cerca una vacanza all’insegna del relax quanto per i più sportivi. Sicuramente il suo punto forte è il Castello che domina l’intera valle e conferisce alla cittadina un’aura medievale. Iniziata nel Medioevo su iniziativa degli stessi abitanti di Arco, la sua costruzione fu ultimata dalla nobile famiglia arcense che dominò queste terre. Abbandonato durante il Settecento, il Castello ha attirato l’attenzione di esperti e turisti solo a partire dal 1986, quando i lavori di restauro hanno riportato alla luce cicli di affreschi raffiguranti cavalieri e dame dell’epoca. Oltre al Castello senza dubbio meritano di essere visitate anche la Chiesa Santissima Trinità, la Collegiata Santa Maria Assunta e la Fontana del Mosè in piazza III Novembre.

Castello di Arco
Foto di: Eleonora Ceccomancini

2) Il Santuario di San Romedio

In piena Val di Non, sulla vetta di uno sperone di roccia alto più di 70 metri sorge il Santuario di San Romedio, uno dei più caratteristici eremi d’Europa. Qui visse per molti anni San Romedio, secondo quanto si narra in compagnia solo di un orso. I suoi fedeli, quando morì, scavarono nella roccia la sua tomba dando così vita ad un culto che continua ancora oggi.  Il Santuario è formato da cinque piccole chiesette sovrapposte e unite tra loro da una lunga scalinata di ben 131 gradini. La cappella più antica dell’edificio risale all’XI secolo. Nel corso dei secoli sono state erette, inoltre, piccole chiese, due cappelle e sette edicole della Passione. Il modo più suggestivo per raggiungerlo è sicuramente attraverso il sentiero nella roccia, ottenuto seguendo l’antico percorso di un canale originariamente utilizzato per l’irrigazione. Esso parte dal Museo Retico di Sanzeno e attraversa la parete del canyon. La passeggiata si sviluppa in parte nella roccia ed in parte su passerelle di legno per una lunghezza complessiva di 2,7 chilometri, regalando scorci sullo strapiombo veramente da non perdere.

3) Il Lago di Tovel

Situato nella Val di Tovel, all’interno del Parco Naturale Adamello-Brenta ad un’altitudine di 1178 m s.l.m., il Lago di Tovel è il lago alpino di origine naturale più grande della Val di Non.  È circondato da fitti boschi attraversati da diversi percorsi che permettono di percorrerne il perimetri, scendere in piccole calette e di raggiungere la riva del lago. La particolarità più importante è il colore delle sue acque che va da un turchese acceso ad un verde smerlando. Fino al 1964 diventavano perfino rosse: ciò dipendeva dalla presenza di un’alga, la Tovellia sanguinea. Una bellissima leggenda locale prova a spiegare questo fenomeno. Si narra, infatti, che anticamente viveva nella zona la principessa Tresenga, figlia dell’ultimo re di Ragoli: nonostante avesse molti pretendenti, li rifiutava sempre tutti. Uno di loro, Lavinto, re di Tuenno, non si rassegnò e quando le sue offerte vennero respinte per l’ennesima volta mandò un esercito contro Ragoli.  La battaglia ebbe luogo lungo le rive del lago e vide i paesani di Ragoli soccombere sotto i colpi dei soldati di Tuenno e Tresenga trovò la morte per mano di Lavinto.  Alla fine della giornata il lago era rosso per il sangue dei morti. Si dice che sia per questo che si colorava: per ricordare il coraggio degli abitanti di Ragoli e della loro principessa che ancora oggi, la notte, si siede sulle rive del lago a piangere per la sorte della sua gente.

4) Selva dei Molini

Nella provincia autonoma di Bolzano, in piena Valle Aurina, circondato dalle Alpi della Zillertal, sorge questo piccolo paesino di circa 1500 abitanti, una vera perla nascosta. Un posto idilliaco, immerso nel silenzio, caratterizzato da distese di prati verdeggianti e boschi profumati dove gli unici suoni che si avvertono sono gli uccellini cantare ed in lontananza il rumore dell’acqua. Essa, infatti, è il tema dominante del luogo. Innumerevoli corsi d’acqua, impetuosi torrenti di montagna e mulini dominano l’immagine paesaggistica. Un posto magico dove potersi rilassare, mangiare cibo genuino, fare lunghe passeggiate ed abbracciare con lo sguardo scorci meravigliosi, molto simili a quelli che da bambini si potevano ammirare nel film di animazione “Heidi”.

Selva dei Molini
Foto di: Eleonora Ceccomancini

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