Un tintinnio incessante in una foresta fatta di croci. In estrema sintesi si potrebbe descrivere così quella che mentre alcuni definiscono un’esperienza altamente suggestiva, altri classificano come la cosa più inquietante di sempre. A prescindere dal vostro credo religioso o dalla vostra predisposizione d’animo, una cosa è però certa: in nessun altro posto al mondo potrete replicare quel misto di emozioni fatto di stupore, paura, speranza e mistero che proverete visitando la Kryzių Kalnas (Collina delle Croci).

Collina delle Croci, © Anna Frabotta

Ci troviamo in Lituania, 10 chilometri a nord di Šiauliai, importante centro industriale e quarta città dello stato baltico per numero di abitanti. Una città, a dirla tutta, piuttosto anonima e priva di vita, se non per la Vilniaus gatve, la strada pedonale su cui si affacciano negozi, locali, un paio di musei, tra cui il più interessante è quello della fotografia, e la vecchia cattedrale dei Santi Pietro e Paolo.

Šiauliai, © Anna Frabotta

Dall’autostazione di Šiauliai prendete un autobus per Joniskis (il costo del biglietto è di circa 84 centesimi) e scendete alla fermata Domantai. Da qui una passeggiata di circa due chilometri vi aiuterà ad immergervi nella mistica atmosfera del luogo.

Collina delle Croci, © Anna Frabotta

Le croci si accumulano su questa collina fin dal XIV secolo, quando i Cavalieri Teutonici del Sacro Romano Impero occuparono la città di Šiauliai, ma sono diverse le leggende che aleggiano intorno alle sue origini. Alcuni sostengono che la Collina sia stata creata in tre giorni e tre notti dai famigliari dei soldati uccisi una grande battaglia, altri dicono sia stata l’opera disperata di un padre che sperava di guarire la figlia malata con una croce votiva. Non mancano le leggende pagane che narrano di Vergini Celestiali che in questi luoghi accudivano i fuochi ad esse affidati.

Non solo simboli religiosi, nuove croci tendevano ad apparire durante occupazioni e tumulti come simbolo d’indipendenza lituana, come ad esempio accadde nel 1831 quando, durante una rivolta contadini contro i russi, le persone iniziarono a piantare croci in memoria dei ribelli.

Nel 1895 la collina contava 150 grosse croci che nel 1940 erano già arrivate a 400.

Durante i decenni di occupazione sovietica (1944-1991), nonostante innalzare una croce costituiva un reato passibile di arresto, i fedeli continuarono a recarsi sulla collina per commemorare le vittime delle deportazioni. La collina venne spianata ben tre volte dai bulldozer sovietici, ma tutto ciò non fu sufficiente ad impedire la comparsa di nuove croci già al mattino seguente, tanto che nel 1990 si potevano contare circa 40.000 croci che occupavano una superficie di 4600 mq.

Dall’indipendenza, il numero delle croci è decuplicato e la Kryzių Kalnas ha acuistato fama mondiale nel 1993, quando il sito fu visitato da papa Paolo Giovanni II.

Collina delle Croci, © Anna Frabotta

Oggi sulla collina ci sono almeno 400.000 croci e il loro numero continua ad aumentare esponenzialmente regalando a fedeli e curiosi l’incanto magnetico di un rito mai visto primo a metà tra il religioso e il pagano.

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