Un cuore in tempesta. Questo articolo parlerà di un cuore in tempesta, e di come un’isola lo abbia curato.

Laurearsi è di certo una grande soddisfazione, questo è fuori discussione. Tuttavia, laurearsi e avere 25 anni obbliga a guardarsi dentro e sopratutto a diventare grandi. Da quello che ho capito, una volta laureato devi iniziare a decidere, decidere che lavoro vuoi fare e che parte del mondo ti vuoi prendere.
Potrai parlare con chiunque, ma ad un certo punto della conversazione ti verrà posta la fatidica domanda, “e ora?”. Tu non hai una risposta, passi oltre con un sorriso e proponi un brindisi, ma dentro ti senti spaesato, confuso e forse impaurito.
Paura di diventare un’altra particella di un sistema che qualcuno (dannato, maledetto qualcuno) ci ha imposto. Paura di tornare a casa stanco la sera e non avere altri argomenti se non le lamentele sul proprio posto di lavoro. Paura di perdere quella libertà e quella creatività che ti senti scorrere nelle vene.

Eccolo allora il cuore in tempesta. Fulmini e saette sui percorsi prestabiliti, il vento forte della paura e una vocina che dal profondo ti urla di combattere e resistere. Conviene respirare, tapparsi le orecchie e credere irriducibilmente di avere ancora del tempo (dannato, maledetto tempo). Puoi volare e raggiungere un’isola in mezzo al mare, tanto lì sopra niente è peccato.

Tradizionale barca da pesca greca sul porto di Katelios, Cefalonia

Credo fermamente che i luoghi dove finisci per lasciare un pezzo di cuore, non li scegli. Sono loro che insensati scelgono te.

Cefalonia è la più grande tra le isole Ionie, ma non è questo il motivo del nostro incontro. Il suo Mount Ainos è la seconda montagna più alta tra tutte le isole greche, con un picco di 1628 metri, ma neanche questo aiuta a capire come ci siamo conosciuti. Il Monumento dedicato ai Caduti della Divisione Acqui, eretto vicino alla capitale Argostoli, fa capire la storia che è racchiusa tra le sue vie, ma non è nemmeno per questo che sono finito su quest’isola.
L’amore tra me e Cefalonia è nato davanti allo stesso schermo dal quale vi sto scrivendo. Quando quasi per caso capitai sul sito web di Katelios Group e nell’arco di circa 15 secondi decisi di mandare la mia candidatura per trascorrere un mese di volontariato, a salvaguardia delle tartarughe marine Caretta-caretta.

Un colpo di fulmine vero e proprio, che mi ha concesso la meravigliosa opportunità di poter vivere un intero mese su questa incredibile isola greca. C’è tutto a Cefalonia, tutto quello che serve per farti innamorare.
Raccontarla attraverso le parole è un compito arduo, come se la tastiera creando parole lasciasse indietro frammenti di bellezza che non dovrebbero essere tralasciati.
Il mare è blu, ma non un blu qualsiasi. Il mare è zaffiro, fiordaliso, marino, pavone, celeste, ceruleo, reale. Tutte le tonalità di blu messe insieme.

Vivendo ne scopri gli odori, il cibo, le persone e i luoghi incantati. Ci sono le suggestive grotte di Drogarati e Melissani, la capitale Argostoli, la piccola e colorata Fiskardo e la spiaggia bellissima, ma piena di sassi, di Myrtos. Il tutto contornato da distese di cipressi, tavole riempite di meze (tradizionali antipasti greci), gatti sulle sedie dei ristoranti e serie di buganvillee dipinte di un viola che ti entra dentro.

Avevo paura prima di partire. Come quando finisce un amore e devi ricominciare da capo. Avevo il cuore in tempesta quando mi sono seduto sull’aereo che mi avrebbe portato a Cefalonia. Come quando devi diventare grande ma non vuoi.
Poi mi sono svegliato presto di mattina e ho visto l’alba aggrapparsi all’orizzonte. Ho fatto tardi la sera e ho visto il tramonto abbattersi su quest’isola.

Avevo ragione, non sono stato io a scegliere, è stata Cefalonia che inspiegabilmente ha scelto me.

Se ti riguardo adesso, è come se stessi riguardando casa mia.
Sei stato il mio attimo di splendore nella tempesta del mio cuore. Grazie per aver curato le mie ferite, ne avevo bisogno. Sarò coraggioso d’ora in poi.
Come una piccola tartaruga che, incurante della sua piccolezza, attraversa l’intera spiaggia per buttarsi in un mondo che molto spesso, è molto più grande di lei.

La magia che ha curato il mio cuore

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