Oggi il programma Erasmus è uno dei migliori progetti che l’Unione Europea offre ai giovani. Nonostante la nomea di anno sabatico fatto di alcol e feste (cosa in parte vera), un anno all’estero, insieme a studenti da tutto il mondo, può insegnare molto di più di quello che ci si possa pensare. Questa serie fotografica è una sorta di breve racconto, che non segue una vera e propria narrazione, ma si compone di una serie di flashbacks, istanti fermati qua e là fra il freddo gelido della città di Budapest, e le calde atmosfere casalinghe della stanza dove ho vissuto. Questa storia è fondata sulle persone che mi hanno accompagnato durante il secondo semestre, soprattutto Coral, una ragazza che si è rivelata una bellissima persona e un’ottima amica, e Yeray, un ragazzo conosciuto ad una festa e che, con una naturalezza inimmaginabile, è diventato il mio fidanzato fino alla fine dell’esperienza. Purtroppo le foto non hanno data, perché sono ricordi, sfocati e confusi, raccolti con macchine fotografiche differenti, in situazioni molto diverse; il loro significato sta nell’evocare le varie sensazioni che si provano a vivere un anno in un paese come l’Ungheria, giostrandosi fra l’università, culture e nazionalità diversissime, feste lunghe due giorni e tanto tanto affetto per le persone che mi hanno insegnato a non aver paura di volersi bene.

Un parcheggio per pendolari dietro la stazione di treni Nyugati Pályaudvar

Uomo in giallo, Ferdinánd Híd

I dintorni della stazione Nyugati Pályaudvar

La stazione metropolitana Nagyvárad tér

Strane macchie nere, Nagyvárad tér

Scarpe e stivali, Nagyvárad tér

Un minimarket vicino la metro Klinikák

Il ricordo di una giornata molto fredda

Hangover domenicale, casa di Yeray, Blaha Lujza tér

Routine mattutina con Yeray, casa mia, Rozsa utca

Coral e gli elefanti rosa, rientrati dal bosco di Normafa, casa mia

La prima mattina di Primavera, casa mia

Un piede fra le righe, il mio letto

Intimità a colazione, un amico, la mia stanza

Una serata a parlare di uomini, Coral nella mia stanza

Maylis, un’amica di Coral in visita, la mia stanza

Ultima notte di esplorazione della città, Coral, tunnel alla fine di Bajza utca