Di Vinícius Souza Andrade

Se pensiamo al Brasile come destinazione turistica, quali sono le prime immagini che ci scorrono in mente? Le risposte, in generale, sono: l’affollata spiaggia di Copacabana a Rio de Janeiro; la foresta pluviale della Regione Amazzonica; la grande metropoli di São Paulo; le linee architettoniche moderniste della capitale federale Brasília; o le belle spiagge esotiche del nord-est, come quelle presso le città di Natal e Salvador.

Tuttavia, anche se sconosciuto alla maggior parte dei visitatori che giungono in questa nazione, esiste ancora una perla naturalistica da esplorare e tutt’ora non intaccata dal turismo di massa. Stiamo parlando di una delle zone più selvagge del paese: il Pantanal, il secondo più grande bioma del Brasile e la più grande zona umida di tutto il mondo.

Come si può dedurre dal nome, che deriva dalla parola portoghese “Pântano”, che in italiano si traduce “Palude”, si tratta di una vasta pianura alluvionale soggetta a frequenti inondazioni che si ripetono periodicamente durante il corso dell’anno.

Questa è un’area relativamente inaccessibile, situata all’interno del continente Sudamericano e che abbraccia i confini di tre stati: Brasile, Paraguay e Bolivia. Per la sua enorme importanza paesaggistica e per la sua integrità, nel 2000, l’area è stata inserita nella lista UNESCOdei Patrimoni Mondiali dell’Umanità.

Entrando più nello specifico vi vogliamo portare alla scoperta di un rifugio ecologico. Punto ideale in cui poter soggiornare, svolgere numerose attività ricreative o didattiche ed esplorare l’intera regione. Si tratta del Refúgio Ecológico Caiman, una proprietà di 53.000 ettari, situata a circa 35 km dal piccolo paese di Miranda, nello stato del Mato Grosso do Sul.

A partire dai primi anni ’90, in questa zona si è deciso di investire in un turismo di tipo sostenibile, ispirato ai vari alberghi e safari presenti in Africa. Si è pensato di privilegiare un pubblico interessato alle bellezze naturalistiche. Inoltre qui non si mira solo al conservazione della flora e della fauna locale (infatti il Rifugio è partner di diverse organizzazioni come il Projeto Onçafari ed il Projeto Arara Azul) ma si offrono al visitatore anche esperienze immersive, per poter apprezzare al meglio altresì la cultura folcloristica del posto.

Pertanto per coloro che decidono di immergersi in questa avventura, troveranno squadre di guide professioniste formate da biologi e “Pantaneiros”, cioè i locali allevatori di bestiame che posseggono conoscenze e competenze pratiche e specifiche sulla vita rurale nel Pantanal.

Tra le specie più caratteristiche, che in questa riserva naturale si possono osservare, troviamo il giaguaro, la scimmia urlatrice, il caimano jacarè, il coata, il cervo delle paludi. Oltre ad una miriade di specie differenti di uccelli, come l’amazzone dalla fronte blu, l’ara scarlatta o gialloblu e l’airone tigrato rossiccio. Senza dimenticare che costituisce uno spettacolo a parte anche le variegata e colorata flora.

Il Rifugio vuole inoltre lanciare una messaggio chiaro e preciso: è possibile fare impresa educando alla tutela dell’ambiente. Con il suo esempio, preservando una delle tante rare bellezze che il nostro delicato Pianeta ci dona, sta dimostrando che è non solo possibile ma è anche doveroso creare lavoro e reddito tutelando il paesaggio naturale.

 

Photo copyright: le fotografie sono di proprietà di ©Vinícius Souza Andrade
© riproduzione riservata