Capitale della Romania e polo economico del paese, Bucarest affonda le sue radici nel lontano XII secolo, quando questa parola venne usata per la prima volta da Vlad III (dalla cui figura deriveranno le leggende sul Conte Dracula), per indicare la regione dell’antica Valacchia, oggi divisa in Muntenia e Oltenia. A metà dell’Ottocento verrà eletto sovrano di Valacchia Alexandru Ioan Cuza, già principe di Moldavia, che unificherà il paese, portandolo ad un livello di splendore e sviluppo economico, culturale e tecnologico da meritarsi, agli inizi del Novecento, l’appellativo di ”Piccola Parigi”. Successivamente alle due guerre mondiali, nonostante l’ombra della dittatura comunista di stampo staliniano di Nicolae Ceausescu, abbattutasi con forza sul paese, Bucarest crebbe bella e fiorente grazie a nuove influenze architettoniche. Piazze, immensi viali alberati (sulla scia dei boulevards francesi, dai quali prendono il nome) e numerosi palazzi in stile eclettico vennero eretti negli ”anni bui”, frutto di collaborazioni di architetti rumeni con colleghi francesi, austriaci e polacchi.

Negli stessi anni della dittatura di Ceausescu venne costruito nel centro della città la cosiddetta ”Casa Poporului” (letteralmente il ”Palazzo del Popolo”), detto anche Palazzo del Parlamento, la cui struttura è la più pesante al mondo e che per grandezza è seconda solo al Pentagono. Con i suoi 350.000 metri quadri, la sua costruzione, iniziata negli anni ‘8o, ha richiesto la demolizione moltissime case e lo sfratto di migliaia di persone, molte delle quali per questo motivo si tolsero la vita. Adibito originariamente a sede di tutte le maggiori istituzioni dello stato comunista, al momento del rovesciamento e dell’assassinio di Ceausescu il progetto stava per essere ultimato. Oggi il Palazzo del Parlamento è la più grande attrazione di Bucarest, visitabile in una buona parte dei suoi spazi (egregiamente conservati), e costituisce la sede della Camera dei Deputati e del Senato della Romania.

Biglietti e visite

A pochi minuti di camminata da questa imponente costruzione si trova il cuore pulsante della città, il Centro Vecchio. Conosciuto anche come quartiere Lipscani, è la zona della città che rappresenta il perfetto connubio tra antico e nuovo, con una incredibile concentrazione di stili architettonici che vanno dal gotico al barocco, e che ospita i migliori locali della città. Il Centro Vecchio è uno dei pochi luoghi in cui il tempo sembra essersi fermato, dove, nonostante l’avvicendarsi delle epoche e l’onda della modernizzazione, l’aria sembra essere pervasa di una nostalgia d’altri tempi. In questa zona è possibile fermarsi in uno dei ristoranti più pittoreschi della capitale, simbolo del centro storico da più di 130 anni: Caru’ cu Bere. Nata come birreria nel 1879 dalla passione di tre fratelli, il nome è tradotto letteralmente come ”il carretto con la birra”, poiché storicamente le birrerie erano rifornite attraverso appositi carretti trainati da cavalli. Nel 1899 diventa ufficialmente ciò che oggi riusciamo a vedere con i nostri occhi: un ristorante finemente arredato con mobili in legno massiccio e caratterizzato da un design che sembra voler ricordare al visitatore per quale motivo questa città si era meritata l’appellativo di ”petit Paris”.

Cosa dire del menù? La rinomata cultura carnivora rumena non delude di certo le aspettative, anzi, aggiunge un tocco più tradizionale al menù: dal classico stinco di maiale, fino alle più leggere ma non meno gustose ”ciorbe”(zuppe). La birra è artigianale e viene preparata secondo una tradizione secolare. Ogni altra descrizione risulta superflua in quanto le foto parlano da sé.

Caru’ cu Bere

A pochissimi passi dal pittoresco ristorante si trova la piccola chiesa ortodossa di Stavropoleos, capolavoro ed emblema dello stile Brâncoveanu. Decorata da meravigliosi affreschi, presenta un piccolo ed elegante chiostro. La chiesa inoltre è uno dei pochissimi edifici scampati alle distruzioni dell’epoca comunista.

Se passate per Bucarest di certo non potete farvi sfuggire una visita al Museo del Villaggio, (o Muzeul Satului). Inaugurato nel 1936 alla presenza del Re Carlo II di Romania, questo particolare complesso si trova all’interno del Parco Herastrau e con le sue casupole e mulini a vento rappresenta una perfetta riproduzione della vita di campagna degli antichi villaggi rumeni. Fino alla prima metà del XX secolo la maggior parte della popolazione rumena viveva nelle campagne e le comunità rurali erano organizzate in modo da soddisfare le esigenze di ognuno, tanto che persino gli abiti erano ancora realizzati a mano. Passeggiando in questo museo a cielo aperto è possibile ammirare le peculiarità della cultura rurale rumena. Gli edifici sono interamente originali, molti dei quali possono essere visitati all’interno, che è stato accuratamente preservato nei secoli. L’edificio più vecchio risale al XVII secolo mentre la più recente struttura è stata costruita nei primi anni del Novecento.

Anche Bucarest, come tante delle  ”giovani” capitali europee ha molte perle nascoste. Tra queste non poteva mancare un caffè d’eccellenza e di importante rilevanza intellettuale: Casa Capșa. Nato nel 1848 questo emblematico cafè è stato il rifugio di importanti scrittori dello stampo di Liviu Rebreanu e Mihail Sadoveanu e dove un tempo infieriva la critica letteraria. Oggi, hotel a quattro stelle, fa ancora sognare ad occhi aperti gli amanti della letteratura e della poesia rumena.

Casa Capsa

Insomma, se siete a corto di idee per il prossimo weekend fuori porta, Bucarest e le sue meraviglie vi aspettano a braccia aperte.

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